Documento: lettera aperta dei collaboratori della Conservatoria delle Coste (3 luglio 2010)
LETTERA APERTA ALLA STAMPA
Siamo i collaboratori della Conservatoria delle Coste della Regione Sardegna. Siamo ingegneri, architetti, geologi, progettisti europei, biologi marini, naturalisti, esperti in turismo e comunicazione.
Solo due anni fa frequentavamo master e dottorati in tutta Europa, facevamo le nostre esperienze internazionali con un’idea in testa: quella di poter tornare in Sardegna per mettere a disposizione le nostre competenze e applicarle in quella che riconosciamo essere la nostra terra.
Ci è stata data la possibilità di farlo attraverso il programma Master and Back, uno strumento messo a disposizione dei giovani sardi altamente specializzati, per evitare la dispersione di risorse umane e contenere la disgregazione sociale in atto sulla nostra Isola.
Abbiamo scelto la Conservatoria delle Coste accettando un contratto da precari, rinunciando a lavori da professionisti meglio retribuiti. Lo abbiamo fatto perché crediamo profondamente nell’idea di sviluppo che la Conservatoria oggi rappresenta, basato sulla gestione integrata delle aree costiere, sul riuso dei beni in stato di abbandono, sulla valorizzazione delle risorse locali. In una parola: su un’idea di sviluppo sostenibile. Lo stesso sviluppo sostenibile di cui il più delle volte non si comprende il reale significato.
Oggi apprendiamo dalla stampa che l’Agenzia con la quale collaboriamo, per decisione della Giunta, verrebbe “cancellata”. La Conservatoria dunque sarebbe quindi considerata un ente inutile, che usa denaro pubblico senza ottenere risultati?
E’ bene, a questo punto, chiarire cosa è e cosa fa la Conservatoria.
Conservare il nostro patrimonio non vuol dire immobilizzare l’economia e cristallizzare lo sviluppo di un territorio, ma trovare nuove forme per riattivare realtà anche fortemente compromesse dalla profonda crisi che stiamo vivendo.
È per questo che è importante la creazione di posti di lavoro nel Sulcis legati alla realizzazione del primo ostello ecosostenibile della Sardegna, la cui riqualificazione è affidata a imprese locali e per la cui gestione si stanno svolgendo i corsi per formare personale locale.
Che non è di secondaria importanza il programma di sviluppo per l’Asinara, nella quale l’Agenzia sta realizzando un polo sperimentale sul turismo a “impatto zero”, attraverso il recupero dei beni dismessi e la creazione di centri di turismo alternativo che non incidano negativamente sugli equilibri ecologici e paesaggistici del luogo. All’Asinara stiamo progettando un centro velico, un centro per il recupero dei cetacei, stiamo pianificando il recupero del borgo di Cala d’Oliva, la cui prima fase sarà costituita dalla realizzazione di un ristorante a filiera corta basato sull’offerta e sulla promozione di prodotti locali.
Portiamo avanti azioni di educazione e di sensibilizzazione ambientale nelle scuole, nelle nostre spiagge e in tutte le realtà locali affinché i sardi conoscano, apprezzino e si riapproprino del loro territorio.
Apprendiamo inoltre dai giornali che le funzioni dell’agenzia “saranno assegnate a servizi della presidenza o di alcuni assessorati”. Questa scelta è, a nostro avviso, un mezzo attraverso il quale si interromperebbero inevitabilmente le dinamiche che hanno permesso alla Conservatoria di diventare un esempio di efficienza e produttività, una fucina di nuove idee che coniugano la tutela ambientale e lo sviluppo economico.
La manovra proposta dalla Giunta che dovrebbe essere finalizzata a una “maggiore razionalizzazione della spesa” in realtà limiterà l’accesso diretto a fondi nazionali ed europei che in questi anni hanno permesso di attivare il recupero delle torri costiere del patrimonio regionale, il progetto FOR ACCESS per la fruibilità delle fortificazioni costiere, il progetto PERLA per la sicurezza della balneazione e l’accessibilità alle spiagge, e il progetto GIRA per il ripopolamento dell’astice a Castelsardo e del polpo comune a San Vero Milis, e soprattutto per l’applicazione del modello di gestione controllata della pesca del riccio di mare a Capo Pecora.
Uno tra gli esempi concreti del nostro specifico lavoro? Appena costituita l’Agenzia, ha avuto il compito di garantire l’impegno di spesa di 2.500.000€ di fondi europei, per il restauro di 9 torri costiere in pericolo di crollo, ma poiché ancora priva di personale tecnico, non poteva essere in grado di “salvare” tale finanziamento. Per la professionalità e l’impegno di noi collaboratori è stata capace portare a termine in tempi record progetti e procedure complesse che hanno permesso di non rimandare quei fondi all’Europa (il che avrebbe significato classificare la Sardegna come soggetto non meritevole di ulteriori e futuri finanziamenti). La prosecuzione di questo lavoro ha permesso ad uno studio di progettazione ed un impresa, entrambi sardi, di vincere una gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere. Insomma, non gravando sulla spesa pubblica (finanziati con fondi europei) abbiamo catalizzato e permesso di riversare nel nostro territorio, la Sardegna, i 2,5 Milioni di Euro oltre al relativo indotto, che altrimenti sarebbero tornati indietro, e rendendo ancora più credibile la Sardegna agli occhi dell’Europa.
Noi, lavoratori dell’Agenzia della Conservatoria delle Coste, non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare non solo a un’opportunità lavorativa, ma a un’idea concreta di sviluppo alla quale crediamo, che perseguiamo nella ferma convinzione che rappresenti una concreta ed efficace strategia di sviluppo per l’intera Sardegna.
Siamo i collaboratori della Conservatoria delle Coste della Regione Sardegna. Siamo ingegneri, architetti, geologi, progettisti europei, biologi marini, naturalisti, esperti in turismo e comunicazione.
Solo due anni fa frequentavamo master e dottorati in tutta Europa, facevamo le nostre esperienze internazionali con un’idea in testa: quella di poter tornare in Sardegna per mettere a disposizione le nostre competenze e applicarle in quella che riconosciamo essere la nostra terra.
Ci è stata data la possibilità di farlo attraverso il programma Master and Back, uno strumento messo a disposizione dei giovani sardi altamente specializzati, per evitare la dispersione di risorse umane e contenere la disgregazione sociale in atto sulla nostra Isola.
Abbiamo scelto la Conservatoria delle Coste accettando un contratto da precari, rinunciando a lavori da professionisti meglio retribuiti. Lo abbiamo fatto perché crediamo profondamente nell’idea di sviluppo che la Conservatoria oggi rappresenta, basato sulla gestione integrata delle aree costiere, sul riuso dei beni in stato di abbandono, sulla valorizzazione delle risorse locali. In una parola: su un’idea di sviluppo sostenibile. Lo stesso sviluppo sostenibile di cui il più delle volte non si comprende il reale significato.
Oggi apprendiamo dalla stampa che l’Agenzia con la quale collaboriamo, per decisione della Giunta, verrebbe “cancellata”. La Conservatoria dunque sarebbe quindi considerata un ente inutile, che usa denaro pubblico senza ottenere risultati?
E’ bene, a questo punto, chiarire cosa è e cosa fa la Conservatoria.
Conservare il nostro patrimonio non vuol dire immobilizzare l’economia e cristallizzare lo sviluppo di un territorio, ma trovare nuove forme per riattivare realtà anche fortemente compromesse dalla profonda crisi che stiamo vivendo.
È per questo che è importante la creazione di posti di lavoro nel Sulcis legati alla realizzazione del primo ostello ecosostenibile della Sardegna, la cui riqualificazione è affidata a imprese locali e per la cui gestione si stanno svolgendo i corsi per formare personale locale.
Che non è di secondaria importanza il programma di sviluppo per l’Asinara, nella quale l’Agenzia sta realizzando un polo sperimentale sul turismo a “impatto zero”, attraverso il recupero dei beni dismessi e la creazione di centri di turismo alternativo che non incidano negativamente sugli equilibri ecologici e paesaggistici del luogo. All’Asinara stiamo progettando un centro velico, un centro per il recupero dei cetacei, stiamo pianificando il recupero del borgo di Cala d’Oliva, la cui prima fase sarà costituita dalla realizzazione di un ristorante a filiera corta basato sull’offerta e sulla promozione di prodotti locali.
Portiamo avanti azioni di educazione e di sensibilizzazione ambientale nelle scuole, nelle nostre spiagge e in tutte le realtà locali affinché i sardi conoscano, apprezzino e si riapproprino del loro territorio.
Apprendiamo inoltre dai giornali che le funzioni dell’agenzia “saranno assegnate a servizi della presidenza o di alcuni assessorati”. Questa scelta è, a nostro avviso, un mezzo attraverso il quale si interromperebbero inevitabilmente le dinamiche che hanno permesso alla Conservatoria di diventare un esempio di efficienza e produttività, una fucina di nuove idee che coniugano la tutela ambientale e lo sviluppo economico.
La manovra proposta dalla Giunta che dovrebbe essere finalizzata a una “maggiore razionalizzazione della spesa” in realtà limiterà l’accesso diretto a fondi nazionali ed europei che in questi anni hanno permesso di attivare il recupero delle torri costiere del patrimonio regionale, il progetto FOR ACCESS per la fruibilità delle fortificazioni costiere, il progetto PERLA per la sicurezza della balneazione e l’accessibilità alle spiagge, e il progetto GIRA per il ripopolamento dell’astice a Castelsardo e del polpo comune a San Vero Milis, e soprattutto per l’applicazione del modello di gestione controllata della pesca del riccio di mare a Capo Pecora.
Uno tra gli esempi concreti del nostro specifico lavoro? Appena costituita l’Agenzia, ha avuto il compito di garantire l’impegno di spesa di 2.500.000€ di fondi europei, per il restauro di 9 torri costiere in pericolo di crollo, ma poiché ancora priva di personale tecnico, non poteva essere in grado di “salvare” tale finanziamento. Per la professionalità e l’impegno di noi collaboratori è stata capace portare a termine in tempi record progetti e procedure complesse che hanno permesso di non rimandare quei fondi all’Europa (il che avrebbe significato classificare la Sardegna come soggetto non meritevole di ulteriori e futuri finanziamenti). La prosecuzione di questo lavoro ha permesso ad uno studio di progettazione ed un impresa, entrambi sardi, di vincere una gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere. Insomma, non gravando sulla spesa pubblica (finanziati con fondi europei) abbiamo catalizzato e permesso di riversare nel nostro territorio, la Sardegna, i 2,5 Milioni di Euro oltre al relativo indotto, che altrimenti sarebbero tornati indietro, e rendendo ancora più credibile la Sardegna agli occhi dell’Europa.
Noi, lavoratori dell’Agenzia della Conservatoria delle Coste, non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare non solo a un’opportunità lavorativa, ma a un’idea concreta di sviluppo alla quale crediamo, che perseguiamo nella ferma convinzione che rappresenti una concreta ed efficace strategia di sviluppo per l’intera Sardegna.
Claudia Dessy (geologo)
Nicola Lecca (architetto)
Matteo Lecis Cocco-Ortu (ingegnere)
Elisa Mura (pianificatore)
Noemi Murgia (esperto in turismo sostenibile)
Antonello Naseddu (architetto paesaggista)
Barbara Pintus (progettista europeo)
Manuela Puddu (ricercatrice)
Tiziana Saba (biologo marino)
Gabriele Sanna (naturalista)
Maria Pina Usai (architetto)
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