Riprendono le esercitazioni militari. A Foras: «Si scavalca il malcontento del popolo»

«Purtroppo il CoMiPa è un organismo unicamente consultivo, istituto con l'obbiettivo di dare una parvenza di trasparenza democratica a decisioni che, in realtà, vengono prese dall'alto»
22 Cabudanni 2023
a foras assemblea

Mercoledì 20 settembre è stato pubblicato il decreto attraverso il quale il ministro della Difesa ha approvato il calendario delle esercitazioni belliche in Sardegna per il secondo semestre del 2023. Sulla questione è intervenuta l'assemblea contro l'occupazione militare della Sardegna "A Foras" ricordando che il "programma di utilizzazione" dei poligoni sardi, presentato dalla Difesa stessa, «era stato bocciato dai rappresentanti del Consiglio regionale nella riunione del Comitato misto paritetico sulle Servitù militari lo scorso 31 maggio». «Purtroppo - aggiungono - il CoMiPa è un organismo unicamente consultivo, istituto con l'obbiettivo di dare una parvenza di trasparenza democratica a decisioni che, in realtà, vengono prese in maniera tirannica e senza tenere in nessuna considerazione gli interessi e i diritti del popolo Sardo». Ciononostante A Foras giudicava «importante l'atto politico compiuto dai rappresentanti della Sardegna». «Il parere contrario alle esercitazioni - affermano - era stato motivato, fra le altre cose, con la presenza di due zone Sic all' interno del Poligono di Teulada, del tutto incompatibili con le esercitazioni a fuoco secondo la normativa italiana ed europea. Inoltre i membri del CoMiPa elencavano una lunga lista di problematiche ambientali e socio-economiche che non sono state affrontate dallo Stato e dalla Regione, per cui non era possibile legittimare a cuor leggero altre esercitazioni militari». Questioni che non hanno certamente cambiato i piani della Difesa con «il ministro Crosetto» che «ha ignorato tutte queste motivazioni e ha approvato il calendario sostenendo che esse sarebbero essenziali ai fini dell'impiego operativo delle forze armate italiane nel contesto internazionale». Come riportano i componenti di A Foras, «il Ministro sostiene anche che l'utilizzazione dei poligoni sarebbe già stata "ampiamente circoscritta in aderenza alle richieste del territorio"». Si parla quindi di «imposizione» che «scavalca il malcontento del popolo sardo»: «a suon di decreti, il prossimo 1 ottobre sarà possibile riprendere a bombardare la nostra terra e il nostro mare». «Noi - conclude la nota - crediamo che lo strapotere dell'esercito italiano in Sardegna stia iniziando a vacillare, come mostrano anche alcuni dati emersi nella "Valutazione dell' impatto della presenza militare in Sardegna" prodotta dall'Università di Cagliari. Non li lasceremo mai in pace fin quando ci saranno imposizioni coloniali di questo tipo. Nel prossimo periodo annunceremo nuove iniziative con l'obbiettivo di fermare le esercitazioni militari».

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