Restanza e impresa: la sfida dei giovani artigiani per salvare l’economia della Sardegna

Presentato ad Arborea il dossier sulla "Young Economy": l’Isola è all’ultimo posto in Italia per opportunità, ma cento piccoli imprenditori rilanciano il valore di restare sul territorio
21 Arbili 2026
Arborea

In un’Isola sospesa tra fragilità demografica e voglia di riscatto, cento giovani imprenditori si sono riuniti ad Arborea per la prima Convention Regionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Sardegna. Al centro del confronto, il tema della "restanza": la scelta consapevole di circa 12mila under 35 sardi di non abbandonare la propria terra, scommettendo su un’impresa artigiana nonostante un contesto nazionale che vede la Sardegna all'ultimo posto per attrattività e opportunità generazionali.

I dati emersi dal dossier sulla Young Economy sarda, presentato dal segretario regionale Daniele Serra, delineano uno scenario di "inverno demografico" senza precedenti. Entro il 2051 la Sardegna rischia di perdere 150mila giovani under 35, con una contrazione della popolazione in età lavorativa che sfiora il 37%. Questo squilibrio si riflette già nel mercato del lavoro: tra il 2021 e il 2025, mentre l’occupazione giovanile cresceva in tutta Italia, l’Isola è stata l’unica regione a segnare un calo (-1,4%), accompagnato da un tasso di inattività tra i più alti del Paese.

Il paradosso principale riguarda il ricambio generazionale. Mentre la base imprenditoriale invecchia rapidamente – con gli artigiani over 59 passati in dieci anni dal 15% al 26% – le imprese faticano a trovare eredi o collaboratori: il 55% delle figure richieste dalle aziende artigiane risulta di difficile reperimento. Secondo il Presidente dei Giovani Imprenditori, Mattia Urru, la Sardegna si trova in un equilibrio precario: a fronte di 95mila giovani potenzialmente interessati a intraprendere un mestiere artigiano, mancano politiche di lungo periodo, accesso al credito e una burocrazia snella che permettano di trasformare la passione in realtà consolidate.

L’indice "Youth Friendly 2025" conferma la gravità della situazione, collocando la Sardegna in coda alla classifica nazionale con 403 punti contro i 709 della Lombardia. L’Isola arranca soprattutto su occupazione e istruzione, mentre mostra segnali positivi nella capacità amministrativa e nell'inclusione territoriale, dove si piazza al nono posto in Italia per efficienza dei servizi digitali e conciliazione vita-lavoro. A livello locale, Nuoro emerge come la provincia più dinamica per vitalità produttiva, seguita da Oristano e Sassari, mentre Cagliari, pur vantando il miglior capitale umano, sconta le maggiori difficoltà sul fronte occupazionale.

Il messaggio lanciato da Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna, e rafforzato dall'intervento dell’Assessore regionale Franco Cuccureddu, punta sulla necessità di un’azione strutturale. Per evitare che il sistema produttivo delle aree interne – dove l’artigianato rappresenta oltre il 57% dell’occupazione – si spenga definitivamente, è necessario facilitare il passaggio generazionale e potenziare la formazione professionale. Restare in Sardegna, per i giovani artigiani di Confartigianato, non deve più essere un’eroica scommessa individuale, ma una scelta di valore sostenuta da un sistema regionale finalmente a misura di nuove generazioni.

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