Appalti sanità: i malati di diabete esigono voce in capitolo

A Cagliari la denuncia di Manuela Bertaggia (Fand): «Nelle gare d'appalto della sanità bisogna guardare al valore reale dei dispositivi per la vita quotidiana, non solo al prezzo più basso»
11 Làmpadas 2026
servizio sanitario

Le decisioni prese dagli uffici amministrativi durante le gare d'appalto per l'acquisto di tecnologie sanitarie incidono direttamente sulla carne viva dei pazienti. Per questo motivo le persone affette da diabete e le loro associazioni di categoria chiedono di essere coinvolte in modo strutturato e permanente nei processi di acquisto dei dispositivi medici da parte del servizio sanitario. La richiesta è stata presentata con forza a Cagliari da Manuela Bertaggia, presidente di Fand (Associazione Italiana Diabetici), durante il seminario dedicato all'ottimizzazione delle procedure di gara nel settore della diabetologia. Secondo l'associazione, le attuali modalità di acquisto creano profonde disomogeneità sul territorio, limitando spesso l'accesso equo alle tecnologie più innovative.

L'obiettivo della protesta è superare una logica basata esclusivamente sul risparmio economico. La proposta punta a promuovere un modello di appalto orientato al valore complessivo della tecnologia, che tenga conto della facilità d'uso dei dispositivi e dell'esperienza concreta dei malati. Sfruttando le possibilità offerte dal nuovo codice dei contratti pubblici, Fand insieme ai medici di Amd e Sid ha proposto l'introduzione di un "referente qualificato" espresso direttamente dalla comunità dei pazienti. Questa nuova figura dovrebbe operare a stretto contatto con i direttori dell'esecuzione dei contratti per monitorare la qualità delle forniture, la continuità dell'assistenza e raccogliere le segnalazioni sull'efficacia dei macchinari distribuiti nelle strutture sarde.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tags