Clandestinità: la piazza delle badanti "fantasma"

12 Agosto 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 12 agosto -



Sino a pochi giorni fa piazza  Darsena a Cagliari è stata il luogo di ritrovo serale di decine e decine di badanti  provenienti dai paesi dell’Est. Da sabato 8 agosto la “piazza delle badanti” che lavorano nella principale città sarda è vuota,  o quasi. Lo stesso giorno è entrata in vigore la legge 94 del 2009, quella che introduce il reato di “clandestinità”.



Dall’otto agosto l’immigrato extracomunitario sorpreso senza permesso  è responsabile del reato di “ingresso e soggiorno illegale”. Soggiorno illegale che tutti i pubblici ufficiali, ad eccezione dei presidi e dei medici, devono segnalare all’autorità giudiziaria. Il reato, punibile con un’ammenda da 5mila a 10mila euro, prevede l’allontanamento dall’Italia dopo una permanenza, sino a  180 giorni, nei Centri di identificazione e di espulsione.


Ecco perché queste donne dell’Est, che svolgono un lavoro  indispensabile a molte famiglie sarde, non usciranno di casa sino al primo settembre: il termine fissato per l’avvio della sanatoria delle assistenti familiari clandestine,  in numero massimo di due badanti e una colf per famiglia.  Cadranno quindi nella clandestinità le lavoratrici non comunitarie  in sovrannumero che lavoravano nelle famiglie, piuttosto benestanti, che avevano deciso di impiegare  – irregolarmente -  più di una colf e due badanti.


E’ vero, dal 5 agosto sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e di colf e badanti per la violazione delle norme sull’irregolarità del soggiorno e sul lavoro in nero. Ma fra le assistenti familiari che lavorano in Sardegna la paura è diffusa. Anna (il nome è di fantasia), badante ucraina sui 50 anni,  fra le poche che – documenti  in regola – non ha paura di frequentare piazza Darsena in compagnia di una sola collega, conferma.  “Io sono tranquilla perché sono in possesso di un permesso di soggiorno regolare, ma molte ragazze stanno a casa perché hanno paura dei controlli della Polizia”.


Del resto per la componente leghista del Governo la sanatoria delle colf e delle badanti non è in alcun modo un riconoscimento  – che discrimina  rispetto a chi svolge altre mansioni  – del lavoro svolto da non meno di 500mila donne (dati Caritas).  “Il motivo che ci ha spinto a fare una regolarizzazione per colf e badanti – ha spiegato al Corriere della Sera il ministro degli Interni  Roberto Maroni – non parte dall’assunto che queste siano tutte clandestine. Parte dal presupposto che i loro datori di lavoro, le famiglie, meritino un supporto particolare da parte del Governo.  Perché sono persone speciali: anziani, non autosufficienti, disabili”.


Ma il “popolo delle badanti”, che per 20 giorni sarà impossibile incontrare in piazza Darsena, non è meno “speciale”: è un bacino insostituibile di forza lavoro a basso costo. “Come farebbe l’Italia senza di noi?”, si chiede retoricamente Anna.  “Puliamo i vostri vecchi e siamo pagati meno dei vostri lavoratori. La badante italiana che mi sostituisce nel giorno libero costa il 40 per cento in più di me e fa il mio stesso lavoro”. (f.o.)


 

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