Do you remember Unilever Cagliari? Dietro l'incredibile chiusura dello stabilimento modello di viale Marconi
Eppure la fabbrica di viale Marconi, attiva dal 1963 e nelle mani di Unilever dal 1975, era stata definita, come ricordano gli ex lavoratori di Cagliari “leader in Europa per la qualità dei suoi prodotti, l’alta flessibilità e la professionalità dei suoi lavoratori, con prestigiosi riconoscimenti internazionali e picchi d’assenteismo sotto il 2,7 per cento". "Una fabbrica modello senza situazioni di crisi conclamate - spiegano gli ex dipendenti -che ha fatto utili anche nel 2007”, l'ultimo anno di produzione.
Probabilmente, ora, molte delle famiglie di questi lavoratori modello fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, eppure in questi giorni sulla home page del sito www.unilever.com è in primo piano la campagna “An end to hidden hunger. An International iniziative to eliminate malnutrition for 100 million people in Africa” (Fine alla fame nascosta. Un’iniziativa internazionale per eliminare la malnutrizione di 100 milioni di persone in Africa). La contraddizione salta agli occhi: viene quasi da pensare che la principale preoccupazione della multinazionale - proprietaria di molti dei marchi più diffusi nel campo dell’alimentazione - non sia la sconfitta della fame nel mondo.
Eppure la chiusura della fabbrica di gelati di Cagliari non si spiega solo con le brutali leggi della globalizzazione, con il taglio del costo del lavoro tramite la delocalizzazione della produzione nell’Est europeo. Perché, infatti, pochi mesi dopo la chiusura a Cagliari, la Unilever ha inaugurato il centro di eccellenza Ice Foods a Caivano, in Campania? Un centro, sostengono gli ex dipendenti sardi, "con prerogative simili a quelle che hanno contraddistinto da sempre lo stabilimento di Cagliari"?
Questa è la spiegazione dei lavoratori: “Nel piano di ristrutturazione che l’Unilever – si può leggere nel comunicato del 21 giugno 2008 - ha avviato su scala nazionale, la Sardegna è l’unica regione che vede la fabbrica chiusa con i lavoratori in strada ed avviati alla disoccupazione senza alcuna alternativa, contrariamente a quanto è avvenuto in altri contesti. Questa situazione si spiega con la debolezza istituzionale, politica e sindacale della nostra Regione, incapace di trovare soluzioni che rilancino l’economia e tutelino i sardi. E’ su queste basi che l’Unilever ha trovato terreno fertile per portare avanti il proprio piano, punendo ingiustamente i lavoratori e la Sardegna”.
Per saperne di più: http://unilevercagliari.blogspot.com/