Scuola: in 400 a Cagliari contro la riforma Gelmini. Cresce la solidaretà attorno ai precari dell'istruzione

5 Settembre 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 5 settembre - Non conosce soste la lotta dei precari della scuola contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Questa mattina a Cagliari più di 400 persone - prevalentemente docenti a rischio licenziamento - hanno portato la loro rabbia di fronte alla sede della Prefettura di Cagliari, in piazza Palazzo. Fra le bandiere dei Cobas e della Cgil, i manifestanti del Comitato precari non hanno mai smesso di gridare slogan all'indirizzo del Ministro della Istruzione Mariastella Gelmini. Gettonatissimi "A fora! A fora! Sa ministra accabbadora!" e "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini".

Netto è stato anche il rifiuto dei contratti di "disponibilità", proposti dall'esponente del Governo nei giorni scorsi. "Questa lotta - ha dichiarato l'esponente del comitato politico nazionale del Prc Vincenzo Pillai -  è sempre più chiaramente la lotta per la difesa di una scuola democratica e laica. Una mobilitazione contro l'operazione economica e culturale del Governo, che con i contratti di 'disponibilità' cerca di dividere il movimento e dequalificare la scuola pubblica". La proposta del ministro Gelmini è rispedita al mittente anche dai Cobas della Scuola. "Ciò che emerge - spiega Mariella Setzu - è la perfetta intenzione del Governo di distruggere la scuola pubblica. E i tagli di quest'anno sono solo il primo passo nella realizzazione della riforma". "I Cobas - si può leggere in una nota - invitano a rifiutare i contratti di disponibilità. L'unica soluzione possibile al problema dei precari è la cancellazione della manovra finanziaria che ha comportato già per quest'anno 42mila posti in meno per i personale docente e 15 mila per gli Ata".


La protesta sarda ha trovato una sponda anche a Roma. La parlamentare del Pd Amalia Schirru ha infatti manifestato l'intenzione di scrivere "subito una lettera con una richiesta di intervento al ministro e l'avvio di interventi per la stabilizzazione dei nostri precari". Gli indipendentisti di Sardigna Natzione hanno, invece, inviato una comunicazione di licenziamento al Direttore scolastico regionale della scuola Armando Pietrella, reo - a loro avviso - di non aver limitato ma incrementato i tagli previsti. "Quando si voleva licenziare un servo pastore - si può leggere in un volantino di Sn - per non aver svolto a dovere il proprio lavoro, gli si faceva trovare sul tavolo una sesta di lardo come segno inderogabile di fine rapporto. Facciamo allo stesso modo, portiamo una sesta di lardo anche al direttore scolastico regionale Armando Pietrella".


La prossima mobilitazione del movimento dei precari coinvolgerà direttamente le istituzioni dell'autonomia regionale, vista anche l'accusa rivolta da più parti all'assessore dell'Istruzione Baire di avere - con l'accordo firmato a Roma con la Gelmini - deliberato di coprire con risorse regionali, destinate a contrastare la dispersione scolastica, i tagli imposti dal Governo nazionale. La Flc Cgil ha infatti convocato per martedì 8 settembre alle 15.30 un sit in di fronte alla sede del Consiglio regionale, contro una riforma che, ha sottolineato la consigliera regionale dei Rossomori Claudia Zuncheddu, "colpisce in particolar modo la Sardegna". In tarda mattinata ha raggiunto i manifestanti anche l'ex presidente della Regione Renato Soru. Nel frattempo il Comitato precari scuola prosegue ad oltranza l'occupazione dell'Usp di Elmas.


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