Lavoro: ancora precari i 400 operatori dei Cesil e Csl. Usb-Rdb Sardegna: "La nuova agenzia per il reimpiego sarà una cinghia di trasmissione del clientelismo"
(IlMinuto) – Cagliari, 3 luglio – In Sardegna continua a crescere il numero delle persone senza lavoro. Gli ultimi dati diffusi dall'Istat (16,1 per cento di disoccupazione) assegnano all'Isola il primato nazionale nella classifica della crisi economica.
Un record negativo accompagnato da un apparente paradosso: tra le persone che a breve rischiano di infoltire la massa dei disoccupati troviamo gran parte degli addetti ai servizi per il Lavoro. Circa 400 operatori precari dei Cesil e dei Csl. E' quanto denuncia con una nota il sindacato Coordinamento dei Precari e dei Disoccupati della Usb-Rdb Sardegna.
"Da molti anni - ricorda il sindacato di base - quasi 400 operatori, assunti con contratti a tempo determinato o co.co. co. e solo dopo regolari selezioni di evidenza pubblica, si trovano a lavorare di proroga in proroga, con l’ultima scadenza prevista per il 31 dicembre 2010. Il timore è che questa lenta e lunga attesa, costellata di promesse di stabilizzazione e rassicurazioni di ogni genere, possa risolversi nella risoluzione del contratto di lavoro".
Una paura che trova riscontri precisi nell'accordo quadro, firmato il 4 giugno scorso, fra la Regione Sardegna e i sindacati confederali. L'intesa prevede infatti la costituzione di una nuova agenzia in house (una società di diritto privato ma di proprietà pubblica) “per il reimpiego, l’autoimpiego e lo scouting valorizzando in primo luogo le professionalità provenienti dall’acquisizione e superamento di Insar, Sviluppo Italia Sardegna e, eventualmente, del Bic Sardegna".
Secondo Usb-Rdb i nuovi assunti dall'agenzia potrebbero, almeno in parte, mettere a rischio l'occupazione degli addetti dei Csl e Cesil. "L’accordo del 4 giugno - spiega il sindacato - prevede una tipologia di figure professionali potenzialmente in grado di occupare anche i profili propri delle funzioni dei lavoratori già impiegati presso Csl e Cesil".
Per quale ragione la Regione e le organizzazioni confederali si accordano per dare il via ad una nuova e costosa struttura invece che valorizzare l'esperienza dei lavoratori dei Cesil e dei Csl, per di più assunti con procedure di selezione trasparenti?
Questa è la risposta dell'Usb (contraria ad "ogni ipotesi di creazione di qualsivoglia agenzia in house"). La nuova struttura potrebbe diventare "una vera e propria cinghia di trasmissione di clientelismo e sperpero di capitali pubblici".
Sarebbe molto più semplice, meno oneroso e, soprattutto, più trasparente, stabilizzare i lavoratori dei Csl e dei Cesil delle province e dei comuni sardi, impiegati attraverso le misure 3.1 e 3.4 del Por 2000-2006.
Secondo quale logica gli operatori assunti con l'obiettivo di "favorire l'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro" in una Regione col record di disoccupazione dovrebbero continuare a vivere nella precarietà?
Che cosa ne pensa Franco Manca, l'assessore regionale del Lavoro? "Gli incontri riguardanti i Centri Servizi per il Lavoro - spiega l'esponente della Giunta regionale in una nota stampa pubblicata il 17 giugno sul sito istituzionale della Regione - erano stati sospesi in vista delle elezioni amministrative che si sono concluse nei giorni scorsi. Non appena ciascuna amministrazione provinciale provvederà alla nomina del rispettivo assessore del Lavoro, il tavolo riaprirà il confronto e all’ordine del giorno si affronterà la questione della stabilizzazione dei lavoratori dei Csl".
Staremo a vedere.
Un record negativo accompagnato da un apparente paradosso: tra le persone che a breve rischiano di infoltire la massa dei disoccupati troviamo gran parte degli addetti ai servizi per il Lavoro. Circa 400 operatori precari dei Cesil e dei Csl. E' quanto denuncia con una nota il sindacato Coordinamento dei Precari e dei Disoccupati della Usb-Rdb Sardegna.
"Da molti anni - ricorda il sindacato di base - quasi 400 operatori, assunti con contratti a tempo determinato o co.co. co. e solo dopo regolari selezioni di evidenza pubblica, si trovano a lavorare di proroga in proroga, con l’ultima scadenza prevista per il 31 dicembre 2010. Il timore è che questa lenta e lunga attesa, costellata di promesse di stabilizzazione e rassicurazioni di ogni genere, possa risolversi nella risoluzione del contratto di lavoro".
Una paura che trova riscontri precisi nell'accordo quadro, firmato il 4 giugno scorso, fra la Regione Sardegna e i sindacati confederali. L'intesa prevede infatti la costituzione di una nuova agenzia in house (una società di diritto privato ma di proprietà pubblica) “per il reimpiego, l’autoimpiego e lo scouting valorizzando in primo luogo le professionalità provenienti dall’acquisizione e superamento di Insar, Sviluppo Italia Sardegna e, eventualmente, del Bic Sardegna".
Secondo Usb-Rdb i nuovi assunti dall'agenzia potrebbero, almeno in parte, mettere a rischio l'occupazione degli addetti dei Csl e Cesil. "L’accordo del 4 giugno - spiega il sindacato - prevede una tipologia di figure professionali potenzialmente in grado di occupare anche i profili propri delle funzioni dei lavoratori già impiegati presso Csl e Cesil".
Per quale ragione la Regione e le organizzazioni confederali si accordano per dare il via ad una nuova e costosa struttura invece che valorizzare l'esperienza dei lavoratori dei Cesil e dei Csl, per di più assunti con procedure di selezione trasparenti?
Questa è la risposta dell'Usb (contraria ad "ogni ipotesi di creazione di qualsivoglia agenzia in house"). La nuova struttura potrebbe diventare "una vera e propria cinghia di trasmissione di clientelismo e sperpero di capitali pubblici".
Sarebbe molto più semplice, meno oneroso e, soprattutto, più trasparente, stabilizzare i lavoratori dei Csl e dei Cesil delle province e dei comuni sardi, impiegati attraverso le misure 3.1 e 3.4 del Por 2000-2006.
Secondo quale logica gli operatori assunti con l'obiettivo di "favorire l'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro" in una Regione col record di disoccupazione dovrebbero continuare a vivere nella precarietà?
Che cosa ne pensa Franco Manca, l'assessore regionale del Lavoro? "Gli incontri riguardanti i Centri Servizi per il Lavoro - spiega l'esponente della Giunta regionale in una nota stampa pubblicata il 17 giugno sul sito istituzionale della Regione - erano stati sospesi in vista delle elezioni amministrative che si sono concluse nei giorni scorsi. Non appena ciascuna amministrazione provinciale provvederà alla nomina del rispettivo assessore del Lavoro, il tavolo riaprirà il confronto e all’ordine del giorno si affronterà la questione della stabilizzazione dei lavoratori dei Csl".
Staremo a vedere.
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