Radar a Capo Sperone: a Sant’Antioco in 400 dicono “no a nuovo atto di colonizzazione”

18 Aprile 2011
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(IlMinuto) – Cagliari, 18 aprile – Si è aperto con un minuto di silenzio in memoria di Pierpaolo Pulvirenti e Vittorio Arrigoni il corteo contro la costruzione del radar della Guardia di Finanza a Capo Sperone. Sabato mattina circa 400 persone hanno attraversato il centro di Sant'Antioco per dire no a questa ennesima servitù militare. "Noi - ha detto, megafono alla mano, il "Minatore Rosso" Antonello Tiddia - siamo contro la costruzione del radar ovunque e comunque. Un radar che ucciderebbe l'economia, il paesaggio e la salute. Un ennesimo atto di colonizzazione della Sardegna". Un corteo costruito da tanti movimenti e associazioni che hanno riempito il corteo di bandiere e striscioni: il Comitato No Radar, Disarmiamoli, il Comitato Sinonucle, Sant'Antioco abbraccia il mare, il Comitato Carlofortini preoccupati e il Cagliari social forum. La manifestazione si è conclusa in piazza Italia con un breve comizio. "Il radar - ha spiegato Roberto Bernabeo del Comitato No Radar - dovrebbe essere costruito su Capo Sperone, insieme con una serie di radar a Marina di Arbus, Marina di Tresnuraghes, e all'Argentiera, con l'obiettivo di controllare le rotte dei migranti dall'Africa del Nord all'Europa del Sud. A questi si aggiunge anche il radar di Punta Scomunica all'Asinara".
Nella sola Sant'Antioco in poche settimane sono state raccolte più di mille firme contro la costruzione del radar a su Semafuru.
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