Assoluzione dei pastori. La solidarietà delle forze politiche

Le prese di posizione di Liberu, Rifondazione comunista e ProgRes. In aggiornamento
19 Aprile 2023
pastores lùvula

In rassegna le prese di posizione dei partiti politici sardi in merito all’assoluzione di quattro pastori

Liberu accoglie con grande soddisfazione la sentenza emessa dal tribunale di Nuoro, a conclusione del processo che vedeva imputati per blocco stradale i pastori che, nell’ambito della mobilitazione per il prezzo del latte, avevano protestato al bivio di Lula. Dopo quattro lunghi anni di processo e di battaglia giudiziaria, assolti con formula piena, un pronunciamento importante alla luce di provvedimenti sempre più restrittivi della libertà di protestare nelle strade e nelle piazze per rivendicare i propri diritti e migliori condizioni di vita, un pronunciamento che riconosce la giustezza e la legittimità di lotte che ebbero una grandissima solidarietà popolare come fu quella dei pastori sardi quattro anni fa. Esprimiamo come sempre fatto in più occasioni la nostra solidarietà unita alla soddisfazione di veder fallito il tentativo di individuare e processare il solito capro espiatorio.

LìbeRU

 

Il Partito della Rifondazione Comunista di Nuoro, esprime soddisfazione per l’assoluzione dei quattro pastori accusati di blocco stradale sulla 131, i quali ritrovano la serenità rubata da una persecuzione durata 4 anni. Per quattro anni, una spada di Damocle ha oscillato sopra le loro teste. Il reato di blocco stradale è punito con la reclusione da 1 a 6 anni, laddove le pene sono raddoppiate se il fatto è commesso da più persone. Rimane il nodo centrale di una normativa, voluta dall’allora Governo 5 Stelle-Lega, mai cambiata dai successivi, che imbriglia il diritto alla protesta e allo sciopero minandolo nelle sue articolazioni pratiche più diffuse e funzionali. Per capire le ragioni di quel movimento di pastori e la loro lotta è fondamentale sottolineare il ruolo di un libero mercato che di libero ha ben poco; in realtà, intricata ragnatela nella quale la sola regola esistente è “pesce grosso mangia pesce piccolo”. La sopravvivenza dei pastori, infatti, dipendeva e tuttora dipende dal prezzo del latte versato agli industriali per la produzione di pecorino romano, in gran parte indirizzato verso il mercato americano. Un mercato, quello americano, che detta le condizioni agli industriali nostrani i quali, per non intaccare i margini degli enormi profitti di cui destinatari, scaricano sull’elemento principale della produzione gli enormi costi di una filiera dove il lavoratore è lasciato in balia dei conti da saldare: mangimi, bollette, manutenzione e acquisto di macchinati, tenuta del fondo ecc.. Malgrado una parte del mondo pastorale sia stata ridotta al silenzio dalla repressione e dall’imponente campagna politica portata avanti sulle solite promesse di assistenza a breve termine, che non risolvono il problema ma lo rinviano, rappresentate da giovani preparati e consci del proprio ruolo, del proprio lavoro, dei propri diritti, le nuove leve di pastori hanno messo in discussione quelle dinamiche del mercato che danneggiano chi lavora e avvantaggiano solo la parte padronale. Il succo di quella lotta è tutto dentro quella richiesta di riconoscimento del proprio lavoro che, nella distinzione del produttore dai mezzi di produzione ha consegnato il pastore alla precarietà in balia degli umori e amori di un mercato dove a fare i soldi sono i capitalisti, industriali e grandi proprietari; come sempre. Nel sostegno ad ogni forma di lotta e ribellione che mette in discussione l’ingiusta distribuzione dei privilegi e della fatica, noi comunisti proporremo sempre quella più generale per il superamento dell’ordine esistente, verso una società fondata sulla libertà dell’individuo e non certo su quella di un mercato dove il lavoratore è un mero strumento da usare, sfruttare e buttare via alla bisogna.

Francesco Maggi, Segretario provinciale PRC
Antonio Satta, Segretario Circolo Marx di Nuoro

 

Progetu Repùblica de Sardigna esprime grande soddisfazione per la sentenza del Tribunale di Nuoro che ha assolto i quattro pastori imputati di blocco stradale durante una delle manifestazioni tenutasi nel febbraio del 2019 per protestare contro l'irrisorio prezzo del latte pagato dagli industriali. Il reato contestato, contenuto nel cosiddetto decreto sicurezza voluto dall'allora ministro dell'interno, rappresenta un inaccettabile attacco alla libertà di manifestazione del pensiero e al diritto di sciopero che colpisce tutti i lavoratori.  La decisione dei giudici nuoresi riporta nell'ambito della legittimità una norma in evidente contrasto con i principi democratici.  Progetu Repùblica ha sempre sostenuto gli allevatori coinvolti in questa assurda vicenda repressiva e ha apprezzato la loro determinazione nel rivendicare, anche davanti al Tribunale, la giustezza della lotta e delle modalità attraverso le quali è stata portata avanti da migliaia di lavoratori delle campagne con l'unanime solidarietà del nostro Popolo.

Adriano Sollai
Segretariu Natzionale de Progetu Repùblica de Sardigna

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