“Me cago en Trump” il nuovo singolo: Il grido di resistenza di Strong Words
CARACAS / INTERNAZIONALE – Il collettivo artistico anonimo Strong Words lancia oggi il suo ultimo singolo e manifesto audiovisivo intitolato “Me cago en Trump”, un’opera cruda e necessaria già disponibile su Spotify e su tutte le piattaforme digitali. Il brano non è solo un pezzo musicale, ma una denuncia diretta contro la politica estera degli Stati Uniti sotto l'amministrazione Trump, evidenziando le ferite aperte dalle sanzioni, dalle invasioni e dal controllo geopolitico.
Un manifesto visivo e sonoro
Con un’estetica ispirata alla street art, il videoclip trasforma i muri della città in un megafono generazionale. Il protagonista, un ragazzo di 22 anni, incarna la forza di migliaia di gole che gridano all'unisono per la giustizia, il pane e la libertà. Dall'assedio al Venezuela alle rovine di Gaza, Iran, Siria e Nigeria, la canzone connette le lotte dei popoli che si rifiutano di restare in silenzio.
“¡Hay que liberarnos de él, con dignidad!” (Dobbiamo liberarcene, con dignità!), recita il ritornello che sta già iniziando a risuonare sui social media come un inno alla sovranità.
Il Messaggio: Resistenza contro il potere
Il brano affronta con durezza la realtà dei conflitti attuali:
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Venezuela sotto attacco: Una denuncia esplicita delle sanzioni e del tentativo di invasione promosso dall'amministrazione Trump.
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Geopolitica del dolore: Le cicatrici della guerra in Medio Oriente (Siria, Iraq, Gaza) e le minacce all'Iran.
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La politica dei "Tweet": La critica a una governance basata sull'odio mediatico contrapposta alla realtà dei popoli.
L'anonimato come scelta politica
Fedeli alla propria filosofia, i membri di Strong Words hanno deciso di mantenere la propria identità nell'anonimato. Definiti come un collettivo "per la pace e l'ecologia", gli artisti spiegano:
"La nostra scelta di rimanere anonimi è deliberata. Desideriamo che l'attenzione si concentri interamente sul messaggio della canzone e sulla causa che sosteniamo, non su chi siamo. Noi siamo solo strumenti: i veri protagonisti sono i popoli e chi scende in piazza per difendere la propria terra".