Calcio e geopolitica: Su Tzirculu boicotta i mondiali negli Stati Uniti per solidarietà con la Palestina

Il noto circolo culturale di Cagliari rinuncia ai maxischermi e ai facili incassi estivi per coerenza politica. "La dignità non ha prezzo, risponderemo con la musica e la passione"
10 Làmpadas 2026
mondiali di calcio

Guardarsi allo specchio la mattina e non avere l'istinto di voltarsi dall'altra parte. Con questa premessa di rara coerenza etica, i ragazzi de Su Tzirculu, storico presidio culturale e sociale nel cuore di Cagliari, hanno annunciato una scelta radicale che sta già facendo discutere l'intera città. Il locale ha deciso ufficialmente di boicottare la trasmissione delle partite dei mondiali di calcio del 2026. Si tratta di una decisione dolorosa sul piano economico: il torneo avrebbe garantito un afflusso continuo di tifosi e incassi fondamentali per coprire le spese e i durissimi affitti della stagione estiva. La motivazione della protesta è puramente geopolitica. Il dito è puntato contro gli Stati Uniti d'America, paese ospitante del torneo, complice attivo del massacro della popolazione palestinese e storicamente responsabile di politiche imperialiste e aggressive in tutto il mondo.

Per i gestori del circolo cagliaritano, la coerenza non può essere sbandierata solo a parole. Il collettivo spiega chiaramente di non voler cadere nell'ipocrisia di chi indossa la kefiah, espone le bandiere e grida slogan nei cortei, per poi tuffarsi nel business del pallone come se niente fosse. Una scelta coraggiosa che, come ammesso dagli stessi attivisti, comporterà conseguenze pesanti e un'estate molto più dura del solito dal punto di vista finanziario. Ma la dignità non ha un prezzo, fanno sapere dal locale, anche a costo di mettere a rischio l'attività stessa. Davanti alla prospettiva di essere isolati o ghettizzati per questa presa di posizione, la risposta del circolo non sarà il silenzio, ma il rilancio culturale attraverso le armi della socialità e della creatività.

Per sopperire al vuoto lasciato dai palinsesti sportivi, Su Tzirculu lancia un appello alla città e risponde con la musica, la politica e la partecipazione dal basso. Da subito e per tutti i giorni di apertura, lo spazio diventerà un palco aperto: chiunque lo desideri potrà portare uno strumento e suonare liberamente, fatti salvi i giorni in cui sono già previsti eventi in cartellone. Il locale si apre così alle idee dei cittadini, invitando alla condivisione di iniziative, feste e dibattiti, con l'obiettivo fondamentale di far circolare un messaggio di resistenza culturale. Non si tratta di un manifesto dettato dal rancore, concludono i ragazzi del circolo, ma di un atto d'amore e di vitalità, guidato da un principio chiaro: non dire una parola che non sia d'amore.

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