Caso Bellomonte. A Manca pro s'Indipendentzia: "Vogliono fare di Bruno una macchietta confusa e schizofrenica"
(IlMinuto) – Cagliari, 17 marzo - "Chi milita in A Manca, e a maggior ragione i suoi più alti dirigenti, sa benissimo che l'adesione a formazioni politiche italiane di ogni genere è totalmente incompatibile con la militanza indipendentista". Così il Direttivo politico nazionale di A Manca pro s'Indipendentzia commenta le parole con cui il Tribunale del Riesame di Roma ha motivato il rigetto della richiesta di scarcerazione per Bruno Bellomonte, arrestato nel giugno 2009 e detenuto a Siano, Catanzaro, da nove mesi.
"Alla luce della massima contiguità tra il Bellomonte e il Fallico - scrive il Tribunale del Riesame romano - e del tenore assolutamente inequivocabile delle conversazioni intercettate, la militanza di Bellomonte in formazioni autonomistiche (attività in sé, evidentemente lecita) sembra piuttosto efficacemente dissimulare il coinvolgimento e la partecipazione dell'indagato nel sodalizio eversivo contestato nel capo B".
"I magistrati del Tribunale del Riesame - afferma il comunicato di A Manca - accolgono in pieno le tesi del Pm Saviotti e sviliscono la dignità della militanza di Bruno cercando di farne una macchietta schizofrenica e confusa".
"I militanti di aMpI - precisa il Direttivo politico di A Manca - non possono avere doppi livelli di militanza in altre organizzazioni politiche e tanto meno possono aderire ad organizzazioni che non riconoscono la priorità della lotta di liberazione nazionale e sociale (...). A Manca ha una linea e uno Statuto e li fa rispettare con fermezza".
L'accusa ha recentemente chiuso le indagini a carico di Bellomonte. Sarà ora il Gup a decidere se ci sono le condizioni per il rinvio a giudizio e lo svolgimento del processo.
"Alla luce della massima contiguità tra il Bellomonte e il Fallico - scrive il Tribunale del Riesame romano - e del tenore assolutamente inequivocabile delle conversazioni intercettate, la militanza di Bellomonte in formazioni autonomistiche (attività in sé, evidentemente lecita) sembra piuttosto efficacemente dissimulare il coinvolgimento e la partecipazione dell'indagato nel sodalizio eversivo contestato nel capo B".
"I magistrati del Tribunale del Riesame - afferma il comunicato di A Manca - accolgono in pieno le tesi del Pm Saviotti e sviliscono la dignità della militanza di Bruno cercando di farne una macchietta schizofrenica e confusa".
"I militanti di aMpI - precisa il Direttivo politico di A Manca - non possono avere doppi livelli di militanza in altre organizzazioni politiche e tanto meno possono aderire ad organizzazioni che non riconoscono la priorità della lotta di liberazione nazionale e sociale (...). A Manca ha una linea e uno Statuto e li fa rispettare con fermezza".
L'accusa ha recentemente chiuso le indagini a carico di Bellomonte. Sarà ora il Gup a decidere se ci sono le condizioni per il rinvio a giudizio e lo svolgimento del processo.
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