Oli esausti: rischio disastro ambientale a Porto Torres
(IlMinuto) – Cagliari, 27 aprile - "1800 tonnellate di oli esausti rischiano di essere scaricate in mare se gli impianti della Pb Oil di Porto Torres non vengono messi in funzione e monitorati dagli addetti alla sicurezza". E' quanto denuncia con un comunicato stampa il portavoce nazionale di A Manca pro s'Indipendentzia, Cristiano Sabino.
Il rischio di disastro ambientale - spiega Sabino - è causato dagli ostacoli della "burocrazia italiana" alla ripresa dell'attività di rigenerazione degli oli esausti. Nel 2009 la PB Oil ha infatti rilevato la fallimentare Distoms nella gestione del settore e, da settembre, ha speso circa un milione di euro per rimettere in piedi la produzione, programmando l'assunzione di circa 100 lavoratori fra vecchi e nuovi dipendenti. "L’industria - spiega Sabino - non è mai potuta entrare in produzione a causa del blocco dell’Agenzia delle dogane".
"100 lavoratori - sottolinea il portavoce di aMpI - sono a spasso e si rischia il disastro ambientale solo a causa della burocrazia italiana che, invece di agevolare la produttività e la salvaguardia dell’ambiente, pone infiniti ostacoli alla ripresa della produzione".
Nei giorni scorsi, con l'obiettivo di chiedere l'immediata ripresa della attività, i lavoratori della Pb Oil avevano organizzato un picchetto di protesta davanti alla sede dell'agenzia di Equitalia a Piandanna, che ospita gli uffici dell'Agenzia della Dogane.
Il rischio di disastro ambientale - spiega Sabino - è causato dagli ostacoli della "burocrazia italiana" alla ripresa dell'attività di rigenerazione degli oli esausti. Nel 2009 la PB Oil ha infatti rilevato la fallimentare Distoms nella gestione del settore e, da settembre, ha speso circa un milione di euro per rimettere in piedi la produzione, programmando l'assunzione di circa 100 lavoratori fra vecchi e nuovi dipendenti. "L’industria - spiega Sabino - non è mai potuta entrare in produzione a causa del blocco dell’Agenzia delle dogane".
"100 lavoratori - sottolinea il portavoce di aMpI - sono a spasso e si rischia il disastro ambientale solo a causa della burocrazia italiana che, invece di agevolare la produttività e la salvaguardia dell’ambiente, pone infiniti ostacoli alla ripresa della produzione".
Nei giorni scorsi, con l'obiettivo di chiedere l'immediata ripresa della attività, i lavoratori della Pb Oil avevano organizzato un picchetto di protesta davanti alla sede dell'agenzia di Equitalia a Piandanna, che ospita gli uffici dell'Agenzia della Dogane.
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