Carceri: sanità senza risorse a Buoncammino. M.G. Caligaris (Sdr): "A rischio le cure dei detenuti"
(IlMinuto) – Cagliari, 4 maggio - "La situazione sanitaria dei detenuti della Casa circondariale di Buoncammino rischia di precipitare". Lo denuncia con una nota Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti e Riforme. "Sono ormai agli sgoccioli - spiega - i fondi per garantire le cure ai cittadini privati della libertà e il Centro Diagnostico Terapeutico registra un sovraffollamento con persone affette da gravi disturbi. Il panorama non è rassicurante e il futuro è ancora molto incerto".
Nonostante il via libera della Commissione paritetica Stato-Regione, l'iter per il passaggio della gestione della sanità del carcere alla Asl di Cagliari è ancora fermo al Ministero dell'Economia.
"L’allungamento dei tempi – sottolinea – sta determinando una situazione di incertezza che si riversa sugli operatori condizionandone l’attività, oltre che sui pazienti con gravi patologie con indispensabili cure farmacologiche e terapie specialistiche. Si tenga conto che dopo l’iter ministeriale che prevede il nulla osta dei ministeri del Welfare, degli Affari regionali, della Funzione pubblica e dell’Economia, il documento dovrà essere approvato dal Consiglio regionale".
Una serie di passaggi burocratici che rischia di produrre gravi conseguenze sulla salute dei detenuti nel carcere di Buoncammino.
"Tra l’altro - osserva la presidente di Sdr - non è stato ancora definito lo status dei medici e degli infermieri penitenziari che, dopo tanti anni di professionalizzazione sul campo, aspirano a un riconoscimento".
Nonostante il via libera della Commissione paritetica Stato-Regione, l'iter per il passaggio della gestione della sanità del carcere alla Asl di Cagliari è ancora fermo al Ministero dell'Economia.
"L’allungamento dei tempi – sottolinea – sta determinando una situazione di incertezza che si riversa sugli operatori condizionandone l’attività, oltre che sui pazienti con gravi patologie con indispensabili cure farmacologiche e terapie specialistiche. Si tenga conto che dopo l’iter ministeriale che prevede il nulla osta dei ministeri del Welfare, degli Affari regionali, della Funzione pubblica e dell’Economia, il documento dovrà essere approvato dal Consiglio regionale".
Una serie di passaggi burocratici che rischia di produrre gravi conseguenze sulla salute dei detenuti nel carcere di Buoncammino.
"Tra l’altro - osserva la presidente di Sdr - non è stato ancora definito lo status dei medici e degli infermieri penitenziari che, dopo tanti anni di professionalizzazione sul campo, aspirano a un riconoscimento".
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