Bellomonte "non è solo". A settembre manifestazione a Roma in occasione della prima udienza del processo
(IlMinuto) - Cagliari, 15 luglio - Il 16 settembre a Roma, in occasione della prima udienza del processo, si terrà una grande manifestazione in solidarietà a Bruno Bellomonte. Lo ha annunciato questa mattina alla stampa il portavoce del Comitato lavoratori pro Bellomonte, Antonello Tiddia. All'incontro con i giornalisti - ospitato nella sede cagliaritana della Usb-Rdb - hanno preso parte anche Salvatore Drago (Collettivo Anticapitalista Sardo), Vincenzo Pillai (segreteria regionale Prc), Caterina Tani (moglie di Bellomonte), Cristiano Sabino (aMpI). "Saranno tantissimi - ha detto Tiddia - i sardi di fronte al Tribunale di Roma. Quello che è capitato a Bruno può accadere a ciascuno di noi".
Gli intervenuti hanno ripercorso sin dall'arresto del 10 giugno 2009 tutti gli aspetti della vicenda: dalla carcerazione da innocente nel carcere di Siano, in Calabria, al licenziamento da Trenitalia.
Chi è Bruno Bellomonte? Lo ha ricordato ancora una volta la moglie Caterina Tani: "E' un comunista, un indipendentista, un sindacalista, un oppositore, uno che sul lavoro ha rotto le palle. Per questo non mi aspetto alcuna solidarietà da Cgil, Cisl e Uil, che in queste circostanze sono più realiste del re".
Contro il licenziamento sarà fatto ricorso al guidice del lavoro. Nel frattempo, la mancata applicazione del protocollo sulla territorialità della pena impedisce a Bellomonte - e a tanti altri sardi - di essere trasferito in un carcere nell'Isola. "Sinché la nostra Isola sarà considerata una regione italiana - ha chiarito la presidente dei Rossomori Claudia Zuncheddu - continueremo a chiedere il rispetto della legge italiana anche in Sardegna".
"Stiamo assistendo ad un degrado giuridico che - ha detto Vincenzo Pillai di Rifondazione comunista - ricorda la situazione che portò all'affermazione del fascismo. Dobbiamo reagire unendo la lotta nazionalitaria a quella di classe".
Il portavoce di A Manca pro s' Indipendentzia, Cristiano Sabino, è andato dritto a quello che aMpI ritiene essere il cuore della questione. "Bellomonte - ha spiegato - è in galera perché è un esponente della sinistra indipendentista, perché è la stessa A Manca ad essere sotto processo".
Gli intervenuti hanno ripercorso sin dall'arresto del 10 giugno 2009 tutti gli aspetti della vicenda: dalla carcerazione da innocente nel carcere di Siano, in Calabria, al licenziamento da Trenitalia.
Chi è Bruno Bellomonte? Lo ha ricordato ancora una volta la moglie Caterina Tani: "E' un comunista, un indipendentista, un sindacalista, un oppositore, uno che sul lavoro ha rotto le palle. Per questo non mi aspetto alcuna solidarietà da Cgil, Cisl e Uil, che in queste circostanze sono più realiste del re".
Contro il licenziamento sarà fatto ricorso al guidice del lavoro. Nel frattempo, la mancata applicazione del protocollo sulla territorialità della pena impedisce a Bellomonte - e a tanti altri sardi - di essere trasferito in un carcere nell'Isola. "Sinché la nostra Isola sarà considerata una regione italiana - ha chiarito la presidente dei Rossomori Claudia Zuncheddu - continueremo a chiedere il rispetto della legge italiana anche in Sardegna".
"Stiamo assistendo ad un degrado giuridico che - ha detto Vincenzo Pillai di Rifondazione comunista - ricorda la situazione che portò all'affermazione del fascismo. Dobbiamo reagire unendo la lotta nazionalitaria a quella di classe".
Il portavoce di A Manca pro s' Indipendentzia, Cristiano Sabino, è andato dritto a quello che aMpI ritiene essere il cuore della questione. "Bellomonte - ha spiegato - è in galera perché è un esponente della sinistra indipendentista, perché è la stessa A Manca ad essere sotto processo".
© RIPRODUZIONE RISERVATA