I disoccupati de La Maddalena denunciano la "finta bonifica". "Paghi 'Obama'. Vogliamo lavoro e verità"

2 Luglio 2010
(IlMinuto) - Cagliari, 2 luglio - "Lavoro e verità". E' quanto chiede con una nota il Coordinamento precari e disoccupati de La Maddalena, dopo la lettura dell'inchiesta sulla "finta bonifica" pubblicata qualche settimana fa dall'Espresso.
"Per noi 2mila disoccupati dell’arcipelago - si legge in una nota diffusa dal sindacato di base Usb - con la chiusura delle basi americane e del Porto Arsenale, si riaffaccia dopo decenni la prospettiva dell’emigrazione. Il danno più odioso della finta bonifica - scrivono i disoccupati - è aver rubato il futuro all’Isola. Ma noi disoccupati e precari non ci stiamo".
Tra i maddalenini cresce infatti l'indignazione per i dati rilevati dall'inchiesta del giornalista Fabrizio Gatti.
"La scoperta - scrive il Coordinamento - di fanghi tossici contaminati, lastre di eternit, cemento, fibra di amianto, macerie e rifiuti tossici scaricati illegalmente in mare alla fine dei lavori all’interno del Parco Marino delle Bocche di Bonifacio, e la scoperta di fondali inquinati come confermato dalla ricerca effettuata alcuni mesi fa dall’Ispra (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca ambientale), che emerge chiaramente dall’inchiesta denuncia pubblicata in questi giorni da l’Espresso, getta una nuova luce sulla vicenda dello spostamento del G8 da La Maddalena a L’Aquila".
La bonifica - come ricordano i disoccupati e i precari dell'Isola - "era stata dichiarata conclusa, e definita un intervento esemplare dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso".
Invece, secondo quanto sostiene il Coordinamento, il G8 sarebbe stato spostato dalla Sardegna all'Abruzzo proprio a causa della "finta bonifica".
"Il fondale marino - afferma la nota - è inquinato per lo più da derivati del petrolio, sostanze scaricate in mare quando l’arsenale era gestito dalla Marina Militare. Ma il tutto viene tenuto segreto. Si sposta la location del G8 a L’Aquila per motivi nobili, ma la verità è che il porto era inagibile!".
La base militare della Maddalena dipendeva direttamente dagli Stati Uniti. "Sappiamo chi ha inquinato", sottolinea il Coordinamento. "E' necessario un protocollo d’intesa con l’amministrazione Obama che stabilisca le modalità di intervento per studiare quali sono i problemi creati e giungere ad una bonifica totale, che crei lavoro e sviluppo, e riqualifichi l’Isola in senso turistico".
© RIPRODUZIONE RISERVATA