Pronto alla battaglia il “Comitato per il SI contro il nucleare”. Numerose adesioni in vista del referendum
(IlMinuto) - Cagliari, 6 luglio - E' nato ufficialmente il “Comitato per il SI contro il nucleare in Sardigna”, con l’ampia partecipazione di organizzazioni, movimenti di base e singoli cittadini, a fronte dell’eloquente assenza di televisioni e giornali. Domenica pomeriggio, nel centro giovanile di Santa Giusta, hanno infatti dato la loro adesione all’iniziativa numerosi rappresentanti di forze politiche, sindacali dei movimenti e delle istituzioni: dalla galassia indipendentista e autonomista (Sni, aMpI, Irs, Psd’Az, Fortza Paris, Rosso Mori, Css, Sns) alle formazioni di sinistra (Verdi, Prc e Sinistra Critica) ai rappresentanti di alcune amministrazioni comunali e numerosi movimenti e comitati “No Nuke” sul territorio. Obiettivo: organizzare momenti di sensibilizzazione in tutta l’Isola per far esprimere in maniera consapevole i sardi sulla questione del nucleare. Ci sarà da raggiungere il 33 per cento del quorum ma - sottolineano i promotori dell’iniziativa - in ogni caso il referendum, proprio perché consultivo, avrà il ruolo di rendere esplicita l’opposizione dei sardi a "questa nuova servitù". Il referendum cadrà probabilmente nella prima decade di novembre, e per questo – ha spiegato Bustianu Cumpostu - "è necessario organizzare la battaglia perché sarà una scelta che riguarderà il presente e il futuro del nostro popolo". "Non a caso - ha chiarito Anghelu Marras del Sindacadu de Sa Natzione Sarda - la proposta del nucleare viene fatta in tempo di crisi”. Ma questa volta – ha detto Giacomo Meloni del Css – “è chiaro il rifiuto a questo ricatto che vuole che si baratti la salute per fantomatici posti di lavoro”. Altrettanto forte è la posizione degli indipendentisti che – come ha detto Sabino (aMpI) “leggono in questa scelta calata dall’alto una nuova penetrazione colonialista che mette in luce uno scontro d’interessi tra Stato italiano e nazione sarda”. Diffusa, tra le formazioni indipendentiste, la volontà di ribellarsi alla creazione di un’economia di dipendenza e di rilanciare il progetto di una sovranità tanto energetica quanto politica. Gianluigi Deiana (Sinistra Critica) ha invece sottolineato la necessità di “fermare il progetto di ritorno al nucleare del Governo Berlusconi, in Sardegna e dovunque pianifichi di costruire una centrale“. Queste, quindi, le diverse posizioni che si incontrano su un terreno condiviso di lotta, affinché - come è stato detto a Santa Giusta - non ci siano più “centu concas, centu berritas, ma una sola”.
L. G.
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