A Cagliari in migliaia in piazza per dire no al “modello Marchionne”. Cortei Fiom e Cobas

28 Gennaio 2011
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(IlMinuto) - Cagliari, 28 gennaio - Il brutto tempo non ha fermato i lavoratori sardi. Questa mattina sono state circa 3mila le persone che hanno attraversato il centro di Cagliari nel corteo organizzato dalla Fiom in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici. Il sindacato dice no al modello "Marchionne" e difende il contratto nazionale di lavoro "messo a rischio - si legge in una nota - da procedure simili al ricatto". Accanto agli operai - con rappresentanze della Rockwool di Iglesias, della Carbosulcis, della ex Ila e della Keller - hanno sfilato anche studenti e precari. Numerose le bandiere della Federazione della Sinistra e del Pcl. Nelle stesse ore e nella stessa città sono state circa 200 le persone che hanno invece preso parte alla manifestazione organizzata dai Cobas, che per il 28 gennaio avevano proclamato lo sciopero generale per - spiega Giancarlo Della Corte - "creare un ponte di solidarietà tra i lavoratori metalmeccanici e le altre categorie". Col sindacato di base hanno sfilato delegazioni del Sindacadu de sa Natzione sarda, di Sinistra Critica e del Collettivo marxista leninista di Nuoro. Tra i manifestanti tanta la amarezza e la rabbia per il rifiuto della Fiom sarda di organizzare una mobilitazione unitaria. "L'attacco dei padroni ai metalmeccanici - ha dichiarato il portavoce di Sns Anghelu Marras - sarà esteso sicuramente a tutti i lavoratori. E' quindi importante solidarizzare con la Fiom e troviamo assolutamente ingiustificato il fatto che a Cagliari oggi la Fiom non abbia accettato la solidarietà degli altri settori di lavoro". Gianluigi Deiana (Sinistra Critica) e Franceschino Nieddu (Collettivo marxista leninista di Nuoro) concordano con Marras. "Come Sinistra Critica - spiega Deiana - ci siamo impegnati perché anche a Cagliari si riuscisse a fare una manifestazione unitaria in vista della proclamazione, anche da parte della Cgil, di uno sciopero generalizzato. Ma la Fiom sarda è stata sorda al nostro appello". "Putroppo - sottolinea Nieddu - i vertici sindacali non hanno voluto l'unità fra i lavoratori e oggi a Cagliari ci troviamo di fronte a una scena incresciosa: la classe operaia divisa dagli altri settori produttivi".
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