Scuola, la Sardegna blocca i quiz Invalsi: adesione record per lo sciopero dei Cobas

Decine di istituti chiusi e centinaia di classi deserte nel secondo giorno di mobilitazione. Docenti, personale ATA e famiglie si uniscono contro la "scuola degli indovinelli", il dimensionamento scolastico e il carovita
7 Maggio 2026
quiz Invalsi

La Sardegna si conferma l'epicentro della protesta scolastica. Il secondo giorno di sciopero indetto dai Cobas Scuola Sardegna ha registrato un’adesione straordinaria, paralizzando l'attività didattica in decine di plessi da nord a sud dell'Isola. Al centro della mobilitazione si pone il boicottaggio dei quiz Invalsi nelle scuole elementari, che ha visto una convergenza inedita tra lavoratori della scuola e famiglie. I numeri raccontano una realtà ben diversa da quella ufficiale, con decine di scuole rimaste interamente chiuse, mentre in centinaia di classi le prove di italiano sono saltate o sono state somministrate a un numero irrisorio di alunni. Grazie alla collaborazione tra insegnanti, collaboratori scolastici e genitori, è stato possibile evitare che migliaia di bambini fossero sottoposti a test considerati insulsi e dannosi. Il sindacato denuncia le strategie comunicative dell'Istituto di Valutazione, che utilizzerebbe solo le cosiddette classi campione per minimizzare l'impatto della protesta, ignorando le tantissime scuole contrastive dove i test non si svolgono ormai da anni.

La mobilitazione del 6 e 7 maggio non rappresenta solo una battaglia contro la valutazione standardizzata, ma un atto di accusa verso le politiche che stanno trasformando l'istruzione nell'Isola. La protesta punta l'indice contro il dimensionamento scolastico e la creazione di istituti mostro ingestibili che portano alla perdita di posti di lavoro e alimentano lo spopolamento dei territori. Sul fronte economico si richiede il recupero del 30% del potere d’acquisto eroso dall'inflazione, giudicando ridicoli gli aumenti previsti dagli ultimi contratti. La critica investe anche la riforma dei Tecnici e l'obbligo dei percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento, chiedendo una scuola che non sia asservita alle logiche aziendali. Parallelamente si invoca il ripristino di percorsi abilitanti gratuiti per combattere il precariato e una modifica profonda alle leggi pensionistiche che allungano a dismisura la vita lavorativa.

Secondo i Cobas Scuola Sardegna, la giornata di oggi riafferma con forza la necessità di una Legge sulla Scuola Sarda che investa risorse reali su trasporti, mense e sull'insegnamento della lingua, della storia e della cultura dell'Isola. Il sindacato solleva infine temi di carattere civile e politico, opponendosi alla militarizzazione delle scuole e alle spese militari in costante aumento, chiedendo invece una vera transizione ecologica che non si traduca in speculazione energetica ai danni del paesaggio sardo. Questa adesione eccezionale dimostra, conclude la sigla sindacale, che la comunità scolastica sarda non è disposta a subire passivamente lo smantellamento del diritto all'istruzione.

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