Scuola in rivolta: due giorni di sciopero nazionale. Mercoledì la manifestazione a Cagliari

I Cobas Scuola Sardegna scendono in piazza il 6 e 7 maggio contro il dimensionamento scolastico, la digitalizzazione selvaggia e il carovita. Appuntamento sotto il Consiglio Regionale per rivendicare investimenti su trasporti, edilizia e cultura sarda
5 Maju 2026
sciopero

Il mondo della scuola si ferma per quarantotto ore di mobilitazione nazionale. Il 6 e 7 maggio 2026 i cancelli degli istituti resteranno chiusi per lo sciopero indetto dai Cobas, che mercoledì 6 maggio porteranno la protesta nel cuore di Cagliari: l’appuntamento è alle 10.00 in via Roma, davanti al Consiglio Regionale.

Al centro della protesta c'è una visione della scuola definita dai sindacati "aziendalista" e distante dalle reali necessità dei territori. Nel mirino dei manifestanti finiscono i quiz Invalsi, i percorsi PCTO e la "digitalizzazione selvaggia" finanziata dai fondi PNRR, considerata uno spreco di risorse a scapito della didattica e dei salari. Il personale scolastico reclama infatti il recupero del potere d'acquisto — eroso da un’inflazione che gli ultimi rinnovi contrattuali non hanno coperto — a fronte di carichi di lavoro sempre più gravosi.

In Sardegna, il "dimensionamento scolastico" preoccupa per la creazione di istituti giganti e difficili da gestire, che rischiano di accelerare lo spopolamento delle zone interne. La mobilitazione punta il dito anche contro l'aumento delle spese militari e la "militarizzazione" degli istituti, chiedendo che quelle risorse siano dirottate sulla transizione ecologica e sui servizi essenziali.

La rivendicazione dei Cobas Sardegna punta con forza a una Legge sulla Scuola Sarda. L'obiettivo è ottenere finanziamenti adeguati per mense, trasporti e convitti, garantendo al contempo uno spazio centrale allo studio della lingua, della storia e della cultura della Sardegna. Una battaglia per i diritti dei lavoratori che si intreccia con quella per una scuola pubblica libera, sicura e radicata nel territorio.

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