Antonio Ballero, il poeta visivo che ha raccontato la Nuoro del Novecento

Lunedì 29 giugno alle 18.30 lo Spazio Ilisso di Nuoro inaugura la mostra dedicata a una delle figure più poliedriche della cultura sarda
26 Làmpadas 2026
Ballero

Lunedì 29 giugno alle 18.30 lo Spazio Ilisso di Nuoro inaugura l'esposizione dedicata ad Antonio Ballero, artista che ha saputo farsi interprete della moderna identità culturale sarda tra Ottocento e Novecento. La mostra restituisce al pubblico un patrimonio fotografico di straordinario valore, documentando la vastità di temi e la profondità dei legami artistici che hanno caratterizzato la vita e il lavoro di una figura centrale per la Sardegna.

Attraverso una selezione di scatti provenienti dall'Archivio Ballero, affiancati da dipinti, documenti e materiali originali, il percorso espositivo rivela l’uso sapiente della fotografia come strumento di indagine. Per Ballero, nato a Nuoro nel 1864 e scomparso a Sassari nel 1932, l'obiettivo non era un semplice mezzo di riproduzione, ma un modo per catturare appunti visivi da rielaborare poi sulla tela. Confrontando la sua produzione pittorica con quella fotografica, emergono chiari i rimandi tra realtà e finzione artistica, come testimoniano opere celebri quali "Il padrone della tanca" o "La nevicata".

Intellettuale autodidatta e animato da una costante tensione verso il rinnovamento, Ballero ha contribuito a collegare la Sardegna ai principali circuiti culturali. La sua rete di relazioni, documentata nel suo archivio, spazia da Grazia Deledda a Sebastiano Satta, includendo figure internazionali come Giuseppe Pellizza da Volpedo e Max Leopold Wagner. Proprio il confronto con il Divisionismo e con lo stesso Pellizza da Volpedo ha orientato la sua ricerca verso una nuova attenzione alla luce, tematica che ha trovato una recente analisi nel percorso espositivo dedicato al sodalizio tra i due maestri curato dal museo MAN di Nuoro.

Il cuore della mostra è costituito dalle fotografie realizzate tra la fine dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento, immagini che coniugano la cronaca con una profonda sensibilità poetica. Gli scatti raccontano la Nuoro di un tempo attraverso i suoi volti e i suoi luoghi: dalla vita frenetica di via Majore ai mercati cittadini, dai vicinati storici di Séuna e Santu Predu alle processioni religiose sul Monte Ortobene. In queste immagini, Ballero trasforma la realtà quotidiana in memoria collettiva, immortalando la dignità dei pastori, dei contadini e dei protagonisti della vita culturale dell'epoca.

Il progetto espositivo intende dare nuova centralità a una produzione fotografica spesso messa in ombra dalla fama del Ballero pittore, evidenziando il contributo originale che l’artista ha offerto alla rappresentazione della Sardegna nel panorama culturale internazionale. Grazie a un equilibrio compositivo ricercato e a una partecipe umanità, il lavoro di Antonio Ballero si conferma oggi come una testimonianza di eccezionale rilievo storico, antropologico e artistico.

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