Carcere di Buoncammino: la lettera di Pasquale Stochino, "Aiutatemi, non voglio morire in carcere"

23 Dicembre 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 23 dicembre - "Da diverse settimane le mie patologie si sono aggravate notevolmente. In particolare il neurinoma che mi è stato riscontrato quattro anni fa mi sta causando, nonostante gli antidolorifici, dei dolori atroci alla testa e, se ciò non bastasse, anche alle gambe e ai piedi. (...) Inoltre il disturbo all’udito si è aggravato fino al punto che sono stato costretto a interrompere le comunicazioni telefoniche con i miei familiari. Non riesco più a percepire quello che mi viene detto. Non sentire mi tiene costantemente in ansia".  E’ quanto scrive Pasquale Stochino, di Arzana, detenuto nel Centro Clinico di Buoncammino, in una lettera alla presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme Maria Grazia Caligaris.

Pasquale Stochino, che compirà tra qualche mese 76 anni, oltre al tumore, ha una "infezione da cervicoartrosi sintomatica, artrosi della colonna e discopatia”. "In seguito all’aggravarsi delle mie patologie – ha scritto ancora l’anziano detenuto arzanese – devo assumere costantemente calmanti ed effettuare iniezioni antidolorifiche. (...) Da quattro anni mi è stato diagnosticato questo neurinoma. Lo specialista di fama mondiale che in agosto mi ha visitato a Sassari, dott. Mario Sanna, nel certificato ha scritto che (...) è 'sconsigliabile la permanenza in un regime detentivo’. Se si dovesse aggravare ancora la mia salute, in assenza di altre possibilità, chiedo di essere trasferito al centro clinico del Carcere di Parma così sarei più vicino a Piacenza dove mi è stata indicata la clinica per subire l’intervento chirurgico. Le sofferenze che sto vivendo sono pesanti e insopportabili (...), aiutatemi. Non voglio morire in carcere”.

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