Lettera di Boe da Spoleto. "I mercenari dell'inchiostro servono Zuncheddu e De Benedetti"
(IlMinuto) – Cagliari, 15 gennaio - Matteo Boe, 53 anni, in carcere a Spoleto dove sconta una condanna a 20 anni per aver progettato e preso parte al sequestro di Farouk Kassam, apre il 2010 con una lettera. Nello scritto, indirizzato ad un'amica e datato 3 gennaio, l'ex primula rossa del banditismo sardo ribadisce la sua fede politica indipendentista e analizza i rapporti tra la politica e l'informazione in Sardegna. IlMinuto ha scelto di pubblicare alcuni stralci dalla lettera (che può essere letta per intero nella pagina Facebook di Boe). "Un altro anno se ne è andato - scrive - e uno nuovo ci accoglie. L'augurio è che passo dopo passo la nostra nazione inizi il suo risveglio dal secolare coma in cui è precipitata. Il suo cammino passa attraverso l'impegno iniziale dei soggetti maggiormente politicizzati (...). La nostra storia, la nostra appartenenza etnica, la nostra lingua, la nostra cultura, le nostre battaglie vinte e perse, i nostri sogni, il nostro futuro sono il bagaglio di cui non possiamo e non potremo mai fare a meno".
Lo sguardo di Boe sul mondo esterno al carcere è attento al rapporto fra il potere della politica e l'uso distorto dei mezzi di comunicazione. "Con l'avvento dei media, diffuso su scala globale (...), il potere ha avuto un nuovo micidiale strumento in termini di dominio, nel reprimere l'antagonismo sociale e politico (...). I pennivendoli occidentali - sostiene Boe - mistificano la realtà politica e sociale attraverso gli organi di comunicazione di proprietà di industriali, petrolieri e parlamentari (...). Pure nella nostra terra i mercenari dell'inchiostro servono i loro padroni, De Benedetti e Zuncheddu". Per l'ex primula rossa l'informazione di centrodestra e di centrosinistra sono sullo stesso piano. "Nella finta contrapposizione politica (...) la Nuova Sardegna è schierata con la cosiddetta borghesia di sinistra. L'Unione Sarda col centrodestra e, tutti e due (...), contro il popolo".
Lo sguardo di Boe sul mondo esterno al carcere è attento al rapporto fra il potere della politica e l'uso distorto dei mezzi di comunicazione. "Con l'avvento dei media, diffuso su scala globale (...), il potere ha avuto un nuovo micidiale strumento in termini di dominio, nel reprimere l'antagonismo sociale e politico (...). I pennivendoli occidentali - sostiene Boe - mistificano la realtà politica e sociale attraverso gli organi di comunicazione di proprietà di industriali, petrolieri e parlamentari (...). Pure nella nostra terra i mercenari dell'inchiostro servono i loro padroni, De Benedetti e Zuncheddu". Per l'ex primula rossa l'informazione di centrodestra e di centrosinistra sono sullo stesso piano. "Nella finta contrapposizione politica (...) la Nuova Sardegna è schierata con la cosiddetta borghesia di sinistra. L'Unione Sarda col centrodestra e, tutti e due (...), contro il popolo".
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